La storia che sto per raccontarvi comincia più di duemila anni fa ma il suo contenuto è ancora attuale e quotidianamente presente nella nostra vita, in tutte le persone che incontriamo.

Il protagonista si chiama Teofrasto, filosofo greco del IV secolo a.C. e allievo di Aristotele; ha lasciato molti scritti, tra cui alcuni di carattere botanico e geologico ma ciò che lo rende conosciuto ai più è l’opera Caratteri.

Si tratta di una variopinta galleria di ritratti dell’Atene del suo tempo, con la brulicante folla del mercato e le sue diverse classi sociali. Sebbene ci siano ipotesi differenti circa lo scopo dell’opera, gli studiosi concordano nel dire che Teofrasto non voleva condannare la società in cui viveva, ma far divertire i suoi lettori, presentando i fatti così come sono. L’impronta scientifica aristotelica c’è e infatti l’opera era stata concepita come un testo di esercitazione per gli studenti di retorica, ma Teofrasto era una personalità artistica e piacevolmente arguta e aveva uno spiccato gusto per il teatro.

Chi sono dunque questi caratteri?
Il simulatore è colui che non fa capire mai ciò che pensa e che fa e che “bisogna guardarsi da lui più che dalle vipere” mentre al contrario il ciarlatore racconta a chi non conosce tutti i dettagli della sua vita e Teofrasto consiglia di fuggire a gambe levate appena se ne presenta uno, altrimenti rischia che ci venga la febbre; lo zotico non si lava, parla ad alta voce e fa vedere i genitali quando si siede perché ha la veste troppo corta, mentre l’adulatore riempie di complimenti e regali chi ritiene vantaggioso per lui. Non può mancare il loquace, che crede di sapere tutto e non rinuncia mai a prendere parola in qualsiasi discorso e tantomeno quello che racconta fandonie, immancabile tra le piazze “a far venir meno i loro uditori”. Chi poi non ha mai incontrato chi fa promesse che non può mantenere, chi è volgare e maleducato, chi è superstizioso e compie rituali ad ogni evento che porta sfortuna? Per non parlare degli avari, dei superbi, dei codardi e di tanti altri ancora!

Dunque Caratteri non è una commedia, perché ciascun tipo descritto può derivare da persone diverse e autonome, non scava in profondità di una o più personalità inserite in un contesto unitario. Senza dubbio però è un carosello umano e psicologico che mette a nudo il mondo dell’imprevedibile in chiave naturalmente comica, ironica, divertente, raffinata.
Teofrasto dipinge l’universale umano al di là del mutevole flusso della storia e questa è una delle tante prove di come il pensiero dei Greci sia alla base della civiltà occidentale.

 

Marianna Alfieri

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