Ladyhawke (1985, regia di Richard Donner) è uno dei film più conosciuti degli anni ’80, che ha fatto e fa ancora sognare tantissime persone per la sua storia d’amore forte ed eterna. L’ambientazione nel Medioevo, l’atmosfera fiabesca e cavalleresca, il contrasto tra bene e male, i nobili sentimenti, sono emozionanti non solo per le capacità degli attori e per la splendida colonna sonora di Andrew Powell, ma anche per i luoghi meravigliosi che accompagnano la vicenda, in questo caso tutti italiani. Pronti a scoprirli?

La trama di Ladyhawke

Siamo nel XIII secolo, in una cittadina chiamata Aguillon, controllata da un vescovo. Philippe, un giovane ladruncolo, riesce a scappare dalle prigioni attraverso le fognature. Nel frattempo, un cavaliere solitario, Etienne Navarre (Rutger Hauer), osserva la situazione, affronta le guardie del vescovo e porta in salvo Philippe. Navarre, sempre con un bellissimo falco sulla spalla, spiega al giovanotto che ha come obiettivo uccidere il perfido vescovo di Aguillon, motivo per cui vuole un aiuto per entrare di nascosto nella cittadella, dato che l’abile ladruncolo è stato l’unico a trovare un modo.

               

Philippe non vuole entrare nella faccenda, vuole solo la libertà tanto agognata. Così, una notte, scappa tra i boschi, ma viene ostacolato da un grande lupo nero, miracolosamente calmato da una bellissima donna, Isabeau d’Angiou (Michelle Pfeiffer). Lei dice a Philippe di conoscere Navarre, lo rassicura e lo convince ad aiutarlo.

           

Mentre Navarre col suo falco e Philippe sono in viaggio, subiscono un’imboscata dalle guardie del vescovo, durante la quale il falco viene ferito. Preoccupatissimo, Navarre ordina all’incredulo Philippe di portare l’animale su una rocca nelle vicinanze, dove il monaco Imperius sa già cosa fare.

         

Lì, sulla rocca, Philippe vede la trasformazione notturna del falco in Isabeau, così Imperius, dopo averla guarita, racconta tutta la verità: giunta ad Aguillon dopo la morte del padre, Isabeau conquista i cuori di tutti con la sua rara bellezza, compreso quello del vescovo, ma alla fine l’amore nasce tra lei ed Etienne Navarre, capitano della guardia vescovile. La loro relazione resta segreta, per evitare che giunga alle orecchie del vescovo, ma un giorno Imperius, il loro confessore, ubriaco fradicio racconta tutto al perfido uomo, che stipula un patto con Satana in persona lanciando una maledizione sui due giovani: di giorno lei si trasforma in un falco, di notte lui diventa un lupo, in modo che non potranno mai più amarsi, finché la notte seguirà il giorno.

          

     

 

Imperius, dopo aver ottenuto il perdono, rivela il suo piano per rompere la maledizione: a breve ci sarà un’eclissi, dove giorno e notte si incontreranno, così la maledizione potrà spezzarsi. Navarre, però, non dovrà assolutamente uccidere il vescovo prima di quell’evento, altrimenti la maledizione non potrà spezzarsi mai. Dopo tante peripezie, equivoci e uno scontro finale che lascia sempre col fiato sospeso, tutto andrà per il meglio e i due giovani saranno finalmente liberi di amarsi.

            

 

L’itinerario delle location

Nella versione originale del film, la città è L’Aquila, divenuto Aguillon solo per la versione italiana, evitando diretti riferimenti al capoluogo abruzzese. Tuttavia, film è stato girato quasi interamente in Italia, tra le province di Cremona, Parma, Piacenza, poi in Abruzzo, sulle Dolomiti e nel Lazio. La veduta di Aguillon in lontananza è proprio Castel del Monte, un borgo in provincia dell’Aquila. Lo stesso regista Richard Donner ricorda: “Nell’estate del 1983 abbiamo girato in macchina per molti mesi nelle campagne europee alla ricerca di una location in perfetto stile medievale e alla fine è stata scelta l’Italia”. Andiamo dunque alla scoperta di questi splendidi luoghi.

 

La rocca di Soncino

Nelle prime scene del film assistiamo alla fuga del ladro Philippe, dove si vede la fortezza in cui era stato rinchiuso: si tratta della Rocca sforzesca di Soncino, in provincia di Cremona. Eretta a partire dal 1473 e rafforzata da Francesco Sforza, ebbe un ruolo fondamentale per la difesa del Granducato di Milano.

         

 

Il castello di Torrechiara

Mentre la veduta di Aguillon da lontano è Castel del Monte, quella più ravvicinata è rappresentata dal castello di Torrechiara, che si erge su una collina a circa 18 km da Parma. Si tratta di un gioiello architettonico con soluzioni a cavallo tra il Medioevo e il Rinascimento, costruito dal 1446 al 1460, composto da cinque torri e con meravigliose stanze affrescate. Anche Bernardo Bertolucci lo utilizzò come location per il film La tragedia di un uomo ridicolo (1981).

        

 

La rocca di Calascio

La rocca di Calascio è il rifugio del monaco Imperius, dove vennero aggiunte delle corone sulle torri per permettere la caduta di Isabeau, una delle scene più famose del film. Il castello abruzzese, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso, domina la valle del Tirino e si trova a poca distanza dalla piana di Campo Imperatore, dove Navarre e Philippe subiscono l’imboscata delle guardie del vescovo e il falco viene ferito. Trovandosi su un crinale a 1.460 metri d’altezza, si classifica come uno dei castelli più alti d’Europa. In passato, dall’XIII secolo, era usato come punto d’osservazione, strategicamente visibile e capace di comunicare con altre torri e castelli fino all’Adriatico. Danneggiata dal forte terremoto del 1703, abbandonata per secoli e recuperata da restauri svolti solo negli anni ’80, proprio a causa del progressivo interesse cinematografico, la rocca di Calascio è attualmente visitabile gratuitamente. Dopo Ladyhawke, è stata anche una location del film Il nome della rosa (1986).

      

 

Il lago d’Antorno sulle Dolomiti

Il piccolo lago d’Antorno, nelle vicinanze del lago di Misurina sulle Dolomiti bellunesi, fa da padrone in una delle scene più belle del film, dove il falco plana e accarezza con le ali la superficie di una distesa d’acqua, appena dopo la frase di Navarre: “Per quanto il vescovo sia stato crudele, è singolare come tra tanti animali abbia scelto proprio il lupo e il falco, tra i pochi in natura che scelgono un solo compagno per tutta la vita“. Il paesaggio delle Dolomiti è anche il luogo in cui si assiste alla straziante trasformazione dei due amanti, che per pochi secondi di distanza riescono a guardarsi, ma mai a toccarsi. Qui Imperius e Philippe escogitano il piano per entrare ad Aguillon e a convincere Navarre a non uccidere il perfido vescovo.

     

 

Il borgo di Castell’Arquato

Comune italiano a 30 km da Piacenza, è un borgo medioevale sviluppatosi sulla riva sinistra del torrente Arda che non ha subito modifiche degne di nota fino agli anni ’50, quando vi fu uno sviluppo urbano ai piedi del colle. Oggi fa parte dei Borghi più belli d’Italia. Parte del film è stato girato nella Rocca Viscontea e nell’adiacente piazza centrale, dove si svolge la scena della processione tenuta dal vescovo verso la chiesa, dove verrà inscenato il gran finale.

     

 

La basilica di San Pietro a Tuscania

La chiesa al cui interno si svolge la scena finale è la Basilica di San Pietro di Tuscania, paese collinare di origine etrusca in provincia di Viterbo. L’edificio, costruito nell’XI secolo e quindi in perfetto linguaggio romanico, era stato già precedentemente utilizzato da Franco Zeffirelli nel film Romeo e Giulietta (1968). Per ovvie ragioni, la chiesa è stata in gran parte ricostruita a Cinecittà, dal momento che lo splendido pavimento cosmatesco (nel film in semplice cotto) e in generale tutto l’edificio non poteva essere utilizzato per inscenare un duello a cavallo, scontri armati e l’uccisione del vescovo.

           

 

Il viaggio tra le meraviglie medievali e naturalistiche italiane si conclude qui, ma ovviamente resta sempre aperto l’invito a guardare il film Ladyhawke e a visitare tutti questi splendidi luoghi, dal momento che anche il nostro interesse contribuisce alla volontà di tutelare e conservare il patrimonio culturale.

 

Marianna Alfieri

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